
Il Rolex Explorer è un’icona dell’orologeria nata nei primi anni ’50 e legata indissolubilmente alle grandi imprese alpinistiche. In particolare, il 29 maggio 1953 Sir Edmund Hillary e lo sherpa Tenzing Norgay conquistarono per primi la vetta dell’Everest in una spedizione sponsorizzata da Rolex. Durante quella spedizione, pare che Hillary indossasse un Rolex Oyster Perpetual “pre-Explorer”, che sopravvisse intatto all’avventura a quasi 9.000 metri di altitudine. Sull’onda di quel successo, Rolex lanciò proprio nel 1953 il primo Rolex Explorer ufficiale (referenza 6350), progettato per gli esploratori con cassa Oyster resistente, quadrante nero ad alta leggibilità con i caratteristici numeri 3-6-9 e movimento automatico precisissimo.
Da allora, l’Explorer è sinonimo di robustezza, affidabilità e semplicità funzionale: un orologio sportivo “tool watch” elegante nella sua essenzialità, capace di affrontare condizioni estreme ma adatto anche all’uso quotidiano. Inoltre, grazie alla sua versatilità, molti lo considerano “l’orologio sportivo di lusso ideale” che fa un’ottima figura in ogni occasione, rivelandosi un investimento quasi sempre azzeccato per il futuro.
Nei paragrafi seguenti esploreremo l’evoluzione storica dei modelli Rolex Explorer I ed Explorer II, le principali referenze e rarità per collezionisti, i motivi per cui conviene cercarlo sul mercato dell’usato, i prezzi medi aggiornati e i consigli pratici per acquistare un Rolex Explorer usato in tutta sicurezza. Che siate nuovi appassionati o esperti collezionisti, questa guida completa vi aiuterà a conoscere a fondo uno dei Rolex più affascinanti e a valutare consapevolmente l’acquisto del vostro Explorer di seconda mano.

Un Rolex Explorer ref. 6150 vintage dei primi anni ’50 (il precursore degli Explorer). Questo esemplare presenta il classico quadrante nero con numeri arabi a ore 3, 6 e 9 e indici a “triangolo” e “bastone”, design introdotto con i primi Explorer.
Gli inizi negli anni ’50: Come accennato, il Rolex Explorer nasce ufficialmente nel 1953 con la referenza 6350, considerata il primo vero Explorer. Questa referenza (prodotta solo fino al 1955) è oggi rarissima e molto ricercata dai collezionisti. Presentava già tutti gli elementi distintivi che sarebbero rimasti nel DNA della linea: cassa Oyster in acciaio da 36 mm, quadrante nero con i numeri 3-6-9 e il triangolo rovesciato a ore 12, e lancette “Mercedes” ad alta visibilità (alcuni primissimi esemplari avevano ancora lancette a matita più sottili).
Alcuni 6350 montavano particolari quadranti a trama “honeycomb” (nido d’ape) molto apprezzati, altri il quadrante nero laccato liscio. Il movimento era il calibro Rolex 775 con certificazione cronometro, che oscillava a 18.000 alternanze/ora.
Dopo il 6350, Rolex introdusse la referenza 6610 (1955-1959) con alcune migliorie tecniche – ad esempio un nuovo calibro più sottile (Rolex 1030) che permise di ridurre lo spessore della cassa – e poi, nel 1960, l’Explorer referenza 1016, destinata a diventare leggendaria. La ref. 1016 rimase in produzione per ben 29 anni (fino al 1989), un record di longevità per un Explorer mai più eguagliato. Con cassa da 36 mm, quadrante nero (prima lucido con scritte dorate “gilt”, poi opaco), lancette Mercedes e impermeabilità 100m, la 1016 è considerata il modello Explorer vintage per eccellenza. I primi 1016 montavano il calibro 1560 (18.000 A/h), poi aggiornato al 1570 (19.800 A/h, con funzione di arresto dei secondi dagli anni ’70).
Questo orologio vanta anche un cameo nella cultura pop: lo scrittore Ian Fleming possedeva un Explorer 1016 e lo fece indossare nientemeno che a James Bond nel suo primo romanzo, descrivendo proprio un Rolex Explorer al polso dell’agente 007 (ben prima che nei film Bond sfoggiasse il Submariner).
Per i collezionisti, esistono molte varianti di 1016 distinguibili da piccoli dettagli (es. la presenza di una scala minuti “chapter ring” continua nelle serie anni ’60, scritte gilt dorate fino al 1967 circa, dimensione del logo Rolex variabile). Tutte queste sottigliezze alimentano il fascino collezionistico del 1016.
Dall’era “vintage” a quella moderna: Nel 1989 Rolex voltò pagina presentando la referenza 14270, spesso indicata come il primo Explorer “moderno”. Pur mantenendo il diametro di 36 mm e l’estetica generale classica, l’Explorer 14270 introdusse novità tecniche significative: vetro zaffiro antigraffio al posto del plexiglas, indici applicati in oro bianco (invece dei semplici indici stampati dei predecessori) e un movimento ad alta frequenza (calibro 3000 a 28.800 alternanze/ora, contro i 18.000–19.800 A/h dei vecchi calibri). I primissimi esemplari 14270 fino al 1991 avevano un dettaglio curioso: i numeri 3-6-9 sul quadrante non riempiti di luminova ma dipinti di nero (variante “Blackout”), oggi molto ricercata. Alla fine degli anni ’90 Rolex passò dal materiale luminoso al trizio alla Super-Luminova non radioattiva. Dal 1994 inoltre la cassa dell’Explorer presenta anse piene (non più forate lateralmente).
Nel 2001 l’Explorer si aggiorna con la referenza 114270, esteticamente quasi identica ma dotata di calibro 3130 più evoluto e – finalmente – di bracciale migliorato con maglie finali massicce SEL (Solid End Links) e chiusura di sicurezza Flip-Lock. La 114270 resta in produzione fino al 2010, anno in cui Rolex lancia un Explorer decisamente diverso: la referenza 214270. La novità più evidente è l’aumento del diametro cassa a 39 mm (per la prima volta nella storia dell’Explorer). All’interno batte il calibro 3132 con spirale Parachrom anti-magnetica e antiurto Paraflex, e sul quadrante debutta la luminescenza Chromalight di colore blu. Curiosità: i primi 214270 (2010–2015, detti Mark I) montavano lancette un po’ corte e i numeri 3-6-9 in metallo senza luminescenza; Rolex corresse entrambi questi aspetti nella serie successiva Mark II dal 2016, dotando l’Explorer 39mm di lancette più lunghe e numeri 3-6-9 luminescenti per migliorare la leggibilità al buio. La ref. 214270 è rimasta a catalogo fino al 2021.
Ritorno alle origini (36 mm) e ultime novità: Nel 2021 Rolex ha “pensionato” l’Explorer 39mm per tornare alle misure tradizionali di 36 mm, presentando la nuova referenza 124270 in acciaio. Esteticamente questo modello riprende quasi senza variazioni lo stile classico dell’Explorer (quadrante nero laccato lucido, cassa 36 mm), ma sotto il cofano pulsa il modernissimo calibro Rolex 3230 con riserva di carica estesa a 70 ore e scappamento Chronergy ad alta efficienza. Contestualmente, sempre nel 2021, Rolex ha sorpreso tutti introducendo per la prima volta un Explorer bicolore acciaio/oro (ref. 124273, cosiddetto “Rolesor giallo”).
Tecnicamente quest’ultimo è identico alla variante in acciaio, ma abbina all’acciaio parti in oro 18k (lunetta, corona e maglie centrali del bracciale) per un look più lussuoso. Infine, nel 2023, la famiglia si è ampliata con un’ulteriore variante inedita: la referenza 224270, identica al modello 124270 ma con cassa ampliata a 40 mm di diametro. L’Explorer 40 mantiene il design sobrio e il calibro 3230 dei 36 mm, offrendo però una scelta aggiuntiva per chi preferisce una misura più grande, senza tradire lo spirito originario dell’Explorer.
Nel 1971 Rolex presentò un modello completamente nuovo destinato ad affiancare l’Explorer classico: il Rolex Explorer II (ref. 1655), soprannominato “Freccione” per la vistosa lancetta aggiuntiva arancione a forma di freccia. A differenza dell’Explorer I – che rimaneva un semplice tre lancette senza data – l’Explorer II venne concepito come strumento per speleologi e esploratori di caverne, grazie alla presenza di un indicatore delle 24 ore ben visibile e di un datario. La lunetta incisa con scala 24 ore è fissa (non girevole) e, in combinazione con la quarta lancetta arancione, permette di distinguere il giorno dalla notte in ambienti privi di luce naturale (come grotte o zone polari).
Curiosamente, a differenza del GMT-Master l’Explorer II originario non consentiva di leggere un secondo fuso orario, ma solo di sapere se fosse giorno o notte. All’epoca il design risultò spiazzante per molti: il quadrante aveva indici extra (marcatori ogni 2,5 minuti oltre alla scala classica a intervalli di 5) e adottava lancette a bastone anziché le tradizionali Mercedes. L’accoglienza del pubblico nel 1971 fu tiepida, tanto che per alcuni anni la ref. 1655 condivise la sorte iniziale del Daytona “Paul Newman”: rimase uno sleeping beauty, con scarso successo commerciale e prezzi da fondo di magazzino.
Solo dopo la sua uscita di produzione (1984) l’Explorer II Freccione ha conosciuto una vera rivalutazione, divenendo oggi uno dei modelli vintage Rolex più desiderati. Oggi un esemplare 1655 ben tenuto e originale può costare intorno ai 35.000 euro e il suo valore è salito di ~12.000 € tra il 2020 e il 2022, con una tendenza ancora in crescita.
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Durante circa 14 anni di produzione, il 1655 ha subito piccole variazioni di quadrante e lunetta (sono note cinque serie “Mk I-V” riconoscibili da dettagli sottili). La cassa era da 39 mm, impermeabile 100m, con bracciale Oyster in acciaio. Al suo interno batteva il calibro Rolex 1575 (derivato dal 1570) dotato di 26 rubini, funzione hacking (stop-secondi) e certificazione cronometro, con frequenza di 19.800 A/h e riserva di carica ~48 ore.
Se si intende acquistare oggi un Explorer II ref. 1655, è necessaria molta prudenza e competenza: essendo un orologio molto ricercato e dal valore elevato, è fondamentale verificarne l’autenticità e l’originalità di ogni componente (quadrante, lancette, lunetta, bracciale) magari facendosi assistere da un esperto, perché molti esemplari sono passati di mano in mano negli anni e potrebbero aver subito sostituzioni o modifiche. In caso di dubbio, è consigliabile richiedere il parere di un esperto prima di procedere.
el 1985 Rolex rinnovò l’Explorer II introducendo la referenza 16550, prodotta solo fino al 1988-89. Si trattava di un modello di transizione completamente riprogettato: cassa leggermente più grande (40 mm), vetro zaffiro invece di plexi, movimento con funzione GMT vera (calibro 3085) e un design molto più vicino al GMT-Master dell’epoca. La ref. 16550 adottò infatti le classiche lancette Mercedes e una lancetta 24h rossa più sottile al posto del “freccione” arancione, mantenendo però le anse forate della cassa come legame col passato. È inoltre il primo Explorer II disponibile anche con quadrante bianco “Polar” (oltre al nero tradizionale).
Curiosità: alcuni 16550 con quadrante bianco tendevano con il tempo ad assumere una tonalità panna (fenomeno cream dial) e queste varianti “patinate” sono oggi molto apprezzate dai collezionisti. La produzione brevissima rende i 16550 abbastanza rari: un esemplare in buono stato costa mediamente circa 12.500 € per la versione nera e fino a ~18.000 € per quella a quadrante bianco. Entrambe le versioni hanno visto aumenti di valore notevoli (+40% e +60% rispettivamente negli ultimi anni).
Alla fine del 1989 debuttò la referenza 16570, destinata a lunga vita (fino al 2011). Esteriormente si distingue poco dal 16550, ma porta migliorie tecniche: monta inizialmente il calibro 3185 con lancetta 24h regolabile indipendentemente (finalmente l’Explorer II può leggere due fusi orari come un GMT), poi dal 2006 il calibro 3186 con spirale Parachrom anti-magnetica e riserva salita a 50 ore. Durante i suoi oltre 20 anni di produzione, la 16570 ha ricevuto aggiornamenti minori: intorno al 1998-1999 Rolex passò dal trizio alla Super-Luminova per gli indici; nei primi 2000 le casse persero i fori alle anse; comparvero anche qui i bracciali con finali massicci SEL; e dal 2004 circa sui rehaut (il bordo interno della lunetta) iniziò a comparire l’incisione “ROLEX ROLEX…”.
L’Explorer II 16570 è stato prodotto in grandi quantità ed è uno dei modi più accessibili per avere un Explorer nel proprio polso. La maggior parte degli esemplari sul mercato dell’usato oggi è priva di garanzia originale o ha parti lucidate/sostituite a seguito di revisioni, quindi occorre fare attenzione: meglio scegliere orologi completi di scatola e documenti originali, o comunque verificare la qualità della manutenzione e che il prezzo sia adeguato se mancano accessori. Sul mercato attuale (dati 2022) un Explorer II ref. 16570 usato si trova mediamente sugli 8.500 € con quadrante nero, e leggermente di più (~9.200 €) per la versione “Polar” bianca, più rara. Gli esemplari full set in condizioni New Old Stock (mai indossati, con adesivi) possono raggiungere cifre molto superiori, anche il doppio di quelle medie.
Nel 2011, per il 40° anniversario del modello, Rolex ha lanciato l’Explorer II ref. 216570 introducendo diverse novità: cassa ingrandita a 42 mm e quadrante “maxi” con indici e lancette più grandi (riprendendo in arancione la freccia 24h del modello originale del ’71). Questo riferimento monta il calibro 3187 con Parachrom e Paraflex, 50h di riserva, e bracciale Oyster con sistema di estensione rapida Easylink. L’Explorer II 216570 è stato il primo Explorer II contemporaneo ad essere davvero richiestissimo: la domanda ha superato l’offerta nei concessionari, causando lunghe liste d’attesa.
Ciò ha spinto molti acquirenti sul mercato secondario, dove i prezzi sono lievitati: un esemplare pari al nuovo con quadrante nero si aggirava intorno ai 13.000 € (qualche centinaio in più per il bianco) verso il 2022. Infine, nel 2021 Rolex ha aggiornato l’Explorer II con la referenza 226570 (esteticamente quasi identica alla precedente) dotandola del nuovo movimento calibro 3285 (70h di riserva) e alcuni dettagli rivisti, come un quadrante bianco più brillante grazie a una finitura smaltata e lievi ritocchi alle sfumature del nero sul quadrante nero.
La referenza 226570 è l’attuale modello in produzione: anche qui la disponibilità nei negozi è limitata e chi chiede un Explorer II nuovo può aspettarsi sorrisi imbarazzati e liste d’attesa quasi “da pensione”. Di conseguenza, molti si rivolgono al mercato parallelo dove i prezzi superano nettamente il listino: a metà 2022 il prezzo ufficiale era di €8.800, ma per un Explorer II 226570 nuovo non indossato servivano circa 13.000 € (quadrante nero) o 13.500 € (quadrante bianco).
Acquistare un Rolex Explorer usato può rivelarsi un’ottima scelta sia per gli appassionati alle prime armi sia per i collezionisti esperti. Ecco alcuni motivi per cui il mercato dell’usato merita considerazione:
Risparmio e disponibilità: I prezzi di listino dei Rolex sportivi sono elevati e modelli come l’Explorer spesso richiedono lunghe attese presso i rivenditori ufficiali. Sul mercato secondario invece è possibile trovare subito l’orologio desiderato, magari a un prezzo leggermente superiore al listino per gli esemplari più recenti, ma comunque competitivo se si considerano modelli fuori produzione o vintage introvabili altrove. In molti casi l’usato consente di risparmiare rispetto al nuovo (soprattutto su modelli non più “di moda” o esemplari con qualche anno sulle spalle) e di evitare attese infinite.
Modelli fuori catalogo e pezzi da collezione: Solo acquistando usato si può accedere a referenze storiche e vintage come l’Explorer 6350, 6610, 1016 o l’Explorer II “Freccione” 1655, che non esistono più a listino. Per un appassionato, il mercato dell’usato è l’unica strada per possedere un pezzo di storia Rolex originale. Inoltre, molti Explorer vintage hanno dettagli unici (es. quadranti Gilt, patine particolari, varianti rare come il “Blackout” 14270) che li rendono oggetti di culto. Un Explorer usato con qualche decennio alle spalle racconta una storia e talvolta aumenta di valore col tempo, cosa che un esemplare nuovo impiegherà anni a fare.
Tenuta del valore e investimento: Come tanti Rolex sportivi, anche l’Explorer è rinomato per mantenere (o incrementare) il proprio valore nel tempo. La produzione relativamente limitata e l’alta domanda garantiscono una solida tenuta sul mercato secondario. Acquistare un Explorer usato oggi significa spesso fare un investimento conservativo: ad esempio, “acquistare un Explorer si rivela quasi sempre un ottimo investimento” secondo gli esperti. Naturalmente, non tutti i modelli salgono di prezzo rapidamente, ma guardando al passato gli Explorer vintage hanno visto crescite notevoli e anche i modelli recenti tendono a rivendere a cifre pari o superiori al nuovo (specie se tenuti con cura).
Fascino dell’oggetto vissuto: Molti appassionati apprezzano il carattere di un orologio usato. Un Explorer con una leggera patina sul quadrante o con indici ingialliti dal tempo ha un’estetica unica e affascinante, impossibile da trovare in un orologio appena uscito dalla fabbrica. Indossare un Explorer vintage può dare la soddisfazione di portare al polso un segnatempo che ha già viaggiato e “vissuto” avventure, in pieno spirito Explorer.
In sintesi, l’usato offre una vastissima scelta di referenze e condizioni: dal pezzo recente praticamente come nuovo, magari ancora coperto da garanzia internazionale, fino all’esemplare d’epoca con decenni di storia. Ognuno può trovare l’Explorer adatto al proprio budget e gusto, purché si adottino le dovute cautele per evitare fregature (vedi consigli più avanti).
Il prezzo di un Rolex Explorer usato varia enormemente a seconda del modello, dell’anno, delle condizioni e della presenza di corredo (scatola e documenti originali). Possiamo però fornire alcuni valori medi indicativi, basati sul mercato recente:
Rolex Explorer I vintage: i modelli più antichi e rari sono comprensibilmente i più costosi. Ad esempio, un rarissimo Explorer ref. 6350 anni ’50 in buone condizioni può superare i 40-50 mila euro (circa 45.000 € di media). La celebre referenza 1016 (produzione 1960–1989) è più comune ma molto ambita: sul mercato si trova a partire da ~20.000 € per esemplari in buono stato, con cifre superiori per pezzi con quadranti particolari o provenienza certificata. Scendendo agli Explorer “neo-vintage”, una ref. 14270 (1989-2001) si aggira intorno ai 7.000–10.000 € per esemplari in ottime condizioni; le versioni Blackout molto rare possono sfiorare o superare i 15–20.000 €. La successiva 114270 (2001-2010) si trova intorno a 7.000–8.500 € a seconda di condizioni e completo.
Rolex Explorer I moderni: per la ref. 214270 (39mm, 2010–2021) i prezzi usati oscillano sui 9.000–12.000 €; ad esempio ~11.500 € per esemplari pari al nuovo del 2010-2016. Le referenze attuali 124270 (36mm dal 2021) sono molto richieste e difficili da trovare nuove in boutique, quindi nel mercato parallelo viaggiano appena sotto i 10.000 € anche se il listino Rolex era ~6.650 €. In pratica un Explorer 36mm nuovo di fabbrica con scatola e garanzia viene venduto sui 9.500 € al 2022. La versione bicolore 124273 (acciaio+oro) ufficialmente costa ~10.400 €, ma sul secondario sale intorno ai 13.000 €. La nuovissima variante Explorer 40mm (ref. 224270 introdotta nel 2023) essendo appena uscita si trova usata ancora vicina al prezzo retail (circa 7.500 € di listino in Europa); probabilmente il suo valore di mercato si assesterà in base alla domanda nei prossimi mesi.
Rolex Explorer II vintage: l’Explorer II Freccione 1655 (1971-84) è oggi un pezzo da collezione prestigioso: come detto, un esemplare originale anni ’70 può costare attorno ai 30-40 mila euro in base a stato e completezza. La referenza di transizione 16550 (1985-88) spazia indicativamente tra 12.000 e 18.000 € (la Polar bianca avendo tiratura minore spunta prezzi più alti).
Rolex Explorer II più recenti: la referenza 16570 (1989-2011) rappresenta spesso l’opzione più abbordabile: al momento un Explorer II 40mm anni ’90/primi 2000 si trova attorno a 7.500–9.000 €, con la versione Polar tendenzialmente poco sopra quella nera. Esemplari fine produzione (dopo il 2005, con calibro 3186 e rehaut inciso) possono valere qualcosa in più, specie se completi di scatola e certificati. Salendo di misura, l’Explorer II 216570 (42mm) usato si colloca nella fascia 12.000–14.000 € circa a seconda del quadrante e dello stato (negli ultimi anni questi modelli recenti hanno visto rialzi notevoli finché la bolla dei prezzi 2022 ha iniziato a raffreddarsi leggermente). Infine, l’attuale Explorer II 226570 (dal 2021) sul mercato parallelo viene proposto intorno ai 13.000–14.000 €, quindi con un sovrapprezzo del 40–50% rispetto al listino ufficiale di ~8.800 €.
N.B.: i prezzi sopra indicati sono medi riferiti al periodo 2022-2025 e possono oscillare col tempo. Fattori determinanti sono la condizione dell’orologio (uno stato “pari al nuovo” o NOS con adesivi vale molto di più di uno con segni d’uso evidenti), la presenza di scatola e documenti originali (un full set completo ha un forte sovrapprezzo per i collezionisti), l’originalità di tutte le parti (quadrante ristampato o componenti non corretti abbassano il valore) e l’andamento generale della domanda di mercato. Consigliamo sempre di confrontare più fonti (annunci, aste, listini di venditori affidabili) per farsi un’idea aggiornata del valore dell’Explorer che si desidera acquistare.
L’acquisto di un Rolex Explorer di seconda mano richiede attenzione ai dettagli per evitare brutte sorprese. Ecco una serie di consigli pratici e aspetti da verificare prima di concludere l’affare:
Verificare l’autenticità dell’orologio: Questo è il punto fondamentale. Purtroppo sul mercato esistono falsi Rolex sempre più sofisticati, perciò è essenziale controllare che l’Explorer sia autentico in ogni sua parte. L’autenticità è un criterio fondamentale per il valore e va verificata con cura. Come fare? Se non si è esperti, meglio affidarsi a un professionista di fiducia o a un centro assistenza Rolex per un controllo. In particolare, per i modelli vintage controllare che il numero di referenza e di serie inciso sulla cassa corrispondano alla documentazione e al periodo corretto. Aprire la cassa (operazione da far fare a un orologiaio qualificato) permette di controllare il calibro interno e le incisioni nel fondello, assicurando che movimento e cassa siano coerenti. Diffidate di orologi offerti senza foto dettagliate dei componenti chiave o venditori che evitano un controllo peritale.
Condizioni generali e originalità dei componenti: Osservate bene l’estetica dell’orologio. Il quadrante deve corrispondere alla referenza e all’anno: ad esempio, un Explorer 14270 anni ’90 non deve avere l’incisione “ROLEX” sul rehaut (che fu introdotta solo a metà anni 2000). Gli indici luminosi devono avere il materiale corretto per l’epoca: trizio per gli anni ‘80/’90 (spesso con leggera patina beige), Super-LumiNova dopo il 1998 circa, Chromalight blu per i modelli più nuovi. In un vintage, una patina omogenea tra indici e lancette è un buon segno: se invece la luminescenza delle lancette appare nuova e brillante mentre gli indici sono ingialliti (o viceversa), è possibile che qualche elemento sia stato sostituito o ristampato.
Allo stesso modo, cassa e bracciale dovrebbero avere una geometria nitida: anse troppo “morbide” o asimmetriche indicano lucidature aggressive che han tolto materiale. Meglio un orologio con qualche graffietto ma spigoli vivi, che uno lucidato a specchio ma con le forme alterate. Controllate che il bracciale sia del tipo corretto per quel modello (codice referenza e finali) e in buono stato: molta lasco nelle maglie può richiedere future sostituzioni.
Se presente, verificate anche la corona di micro-incisione laser sul vetro (presente solo dai primi anni 2000 in poi, assente sui modelli precedenti) e la scritta “Swiss”/“Swiss Made” sul fondo del quadrante che indica il tipo di lume (ad esempio “Swiss T<25” per trizio). Questi dettagli vi aiuteranno a capire se tutte le parti sono coerenti e originali.
Documenti e provenienza: È sempre preferibile acquistare un Rolex Explorer usato corredato di documenti originali (garanzia, certificato cronometro, libretti, ecc.) e magari della scatola. Un esemplare full set dà più garanzie sulla provenienza lecita e la storia dell’orologio, oltre ad aumentare il valore collezionistico. Detto questo, molti orologi d’epoca circolano senza documenti: in tal caso, informatevi bene sulla storia dell’oggetto.
Chiedete da dove proviene, se il venditore dispone di ricevute di eventuali revisioni ufficiali Rolex (una fattura di revisione Rolex recente è un ottimo segno di autenticità e buon funzionamento). Meglio ancora se ci sono i talloncini originali con il numero di serie o una Carta di garanzia plastificata per i modelli recenti. Qualsiasi informazione sulla provenienza lecita (ad esempio acquisto presso concessionario autorizzato, unico proprietario precedente, etc.) vi tutela contro il rischio di comprare un orologio rubato o contraffatto.
Affidabilità del venditore: Rivolgersi sempre a venditori seri e affidabili. Idealmente, concessionari ufficiali o rivenditori specializzati in orologi di lusso usati, che offrano la loro garanzia sull’usato. Se acquistate da privati o su piattaforme online, controllate le recensioni del venditore, la presenza di un negozio fisico, o eventuali certificazioni. Un venditore professionale spesso offre una garanzia di 12 mesi sull’usato e un servizio di controllo pre-vendita. Diffidate di occasioni troppo allettanti da sconosciuti: “offerte troppo vantaggiose” possono nascondere riproduzioni o esemplari con problemi. Come regola generale, un prezzo significativamente inferiore al mercato deve insospettire.
Condizioni di pagamento e consegna: Quando si tratta di migliaia di euro, è bene effettuare transazioni tracciate (bonifico, PayPal con protezione acquisti, ecc.) e possibilmente incontrarsi di persona per consegnare l’orologio, magari presso un laboratorio orologiero che possa esaminarlo al volo. Evitate spedizioni non assicurate o pagamenti anonimi. Se acquistate a distanza, assicuratevi che la spedizione sia assicurata per l’intero valore e che l’orologio viaggi con corriere affidabile e consegna su ricevuta.
In caso di dubbi tecnici, non esitate a coinvolgere un esperto indipendente prima dell’acquisto: ad esempio, potete richiedere una consulenza orologiera da professionisti o tramite servizi online dedicati, per avere un parere sul pezzo che state per comprare. Un piccolo investimento in perizia può salvarvi da errori costosi. Ricordate che autenticità, condizioni originali e provenienza chiara sono i fattori chiave che determinano sia il piacere di possedere il vostro Rolex Explorer, sia il suo valore nel tempo.
Il Rolex Explorer, nato dalle vette dell’Himalaya, è diventato in quasi 70 anni un punto di riferimento tra gli orologi sportivi di lusso. Sia nella versione classica “I” che in quella con funzione 24h “II”, incarna alla perfezione lo spirito dell’avventura abbinato alla sobrietà ed eleganza tipiche di Rolex. Acquistarlo usato è spesso la scelta ideale per chi vuole entrare in possesso di questo segnatempo iconico: permette di risparmiare tempo (e talvolta denaro), di scegliere tra un ampio ventaglio di referenze storiche e moderne, e di vivere la passione dell’orologeria con un occhio di riguardo al valore collezionistico.
Grazie a questa guida avete ripercorso la storia dell’Explorer, conosciuto le differenze tra i vari modelli e appreso consigli essenziali per un acquisto sicuro. Che siate un neofita affascinato dal mito dell’Everest o un esperto a caccia della prossima aggiunta in collezione, il Rolex Explorer saprà regalarvi grandi soddisfazioni. Buona esplorazione!
Il prezzo di un Rolex Explorer di seconda mano varia molto in base al modello e alla sua rarità. In generale, per un Explorer I recente (es. ref. 214270 o 124270) si possono spendere circa 7.000–10.000 €; i modelli Explorer II recenti (es. 216570) stanno sui 12.000–13.000 €. I vintage salgo significativamente: un Explorer I anni ’60 come la ref. 1016 parte da ~20.000 €, mentre un raro Explorer II “Freccione” 1655 può superare i 30.000 €. Naturalmente, le cifre dipendono da condizioni, anno e completezza: un esemplare con scatola e garanzia originale può costare sensibilmente di più rispetto a uno privo di accessori. È sempre consigliabile confrontare i prezzi di mercato aggiornati prima di acquistare.
Sono due orologi diversi pensati per esigenze diverse. L’Explorer I (detto anche semplicemente “Explorer”) è un modello solo tempo (senza data) dal design pulito e classico, con cassa 36 mm (o 39/40 mm in alcuni periodi) e quadrante nero 3-6-9 altamente leggibile. È il diretto discendente dell’orologio portato sull’Everest, ideale come orologio sportivo versatile e sobrio, adatto a tutte le occasioni. L’Explorer II, introdotto nel 1971, aggiunge la funzione 24 ore con una quarta lancetta e datario: nasce per utilizzi in ambienti dove è importante distinguere il giorno dalla notte (caverne, spedizioni artiche, ecc.). Ha una cassa più grande (40 mm nei modelli anni ’80-2000, 42 mm nelle versioni dal 2011 in poi) e un look più “tool watch” con lunetta incisa fissa e spesso un soprannome legato al colore del quadrante (i modelli a quadrante bianco sono detti “Polar”). In termini di scelta, l’Explorer I è preferibile se cerchi un Rolex sportivo understatement e di tradizione, facile da indossare anche in contesti eleganti; l’Explorer II è indicato se ti serve un secondo fuso orario (nei modelli recenti) o ami l’estetica più robusta e funzionale, oltre a offrire più presenza al polso per via delle dimensioni maggiori. Entrambi sono ottimi orologi: la scelta dipende dallo stile personale e dall’uso che ne farai.
Per assicurarti che un Explorer usato sia autentico, verifica innanzitutto i numeri di referenza e serie incisi sulla cassa tra le anse: devono corrispondere al modello e all’anno dichiarati. Controlla il quadrante: la stampa delle scritte deve essere nitida, i dettagli (logo Rolex, grafica dei numeri 3-6-9, lunghezza e forma delle lancette) corretti per quella referenza. Osserva la qualità generale: un Rolex originale ha finiture di altissimo livello, indici applicati (nei modelli dopo il 1989) allineati perfettamente, una lente cyclope sul datario (per l’Explorer II) ben centrata e antiriflesso. Verifica la presenza del logo coroncina inciso sul vetro (per modelli circa dal 2001 in poi) guardando con lente a ore 6 sul cristallo. Aprire l’orologio è la prova del nove: il movimento interno deve essere un calibro Rolex della famiglia corretta (es. 3130, 3187 etc.), con incisa la scritta “Rolex” e il numero di calibro sul ponte. Se non sei esperto, porta l’orologio da un centro assistenza Rolex o da un orologiaio qualificato per un controllo: molti rivenditori offrono il service di verifica prima dell’acquisto. Infine, affidati al buon senso: se il prezzo è insolitamente basso o il venditore non accetta alcuna verifica, potrebbe trattarsi di un falso. Meglio investire un po’ di tempo e denaro in controlli, che scoprire dopo di aver comprato un tarocco.
In linea di massima sì, il Rolex Explorer tende a tenere il valore molto bene nel tempo, come la maggior parte dei Rolex sportivi. Diversi fattori contribuiscono a ciò: produzione non altissima, domanda costante, il prestigio del marchio e la reputazione di robustezza dell’Explorer. Storicamente, chi acquistò un Explorer anni fa spesso ha visto il suo valore crescere; ad esempio i modelli vintage come il 1016 o il “Freccione” valgono oggi molte volte il prezzo originale. Anche gli Explorer contemporanei sono stati a lungo venduti a cifre pari o superiori al listino sul secondario (basti pensare che un nuovo Explorer 36mm ref. 124270 da 6.650 € di listino veniva rivenduto a ~9.500 € nel 2022). Naturalmente il mercato può oscillare: nel 2023 c’è stata una lieve flessione sui prezzi di alcuni orologi di lusso, ma l’Explorer ha mostrato una tenuta migliore di altri modelli. L’acquisto va comunque fatto per passione e non solo a scopo di lucro: un Explorer usato, se autentico e in buone condizioni, preserva il capitale e può rivalutarsi nel lungo periodo, ma soprattutto regala la soddisfazione di indossare un segnatempo dal grande valore tecnico e storico. In sintesi, è un investimento prima di tutto in piacere ed esperienza, con l’ottima prospettiva che il suo valore economico rimanga solido nel tempo.
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